Magistratura politica europea: giudici che decidono chi può governare, caso Le Pen emblematico della deriva autoritaria
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Quando i Giudici Decidono Chi Può Governare: Il Caso Le Pen e la Deriva Autoritaria della Magistratura

Sai una cosa che mi ha sempre fatto riflettere? L’altro giorno guardavo le notizie su Marine Le Pen e pensavo: ma davvero crediamo ancora che la magistratura politica sia neutrale? Quando i giudici decidono sistematicamente chi può e non può governare, siamo ancora in democrazia? Montesquieu, nel suo Spirito delle Leggi (Rizzoli, Milano, 1973), parlava della separazione dei poteri come garanzia di libertà. Oggi, però, mi sembra che assistiamo al fenomeno opposto. Non è più la politica che influenza i giudici, ma sono i giudici che fanno politica.

Un Fenomeno Europeo

E non è solo la Francia. In Italia abbiamo visto Berlusconi negli anni ’90, ora tocca a Salvini con l’Open Arms. In Spagna perseguitano Vox, in Germania vogliono mettere al bando AfD.
Se vai sul sito della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, trovi decine di casi simili. Il modello è chiaro: se non riesci a batterli alle urne, li criminalizzi nei tribunali.

Il Lawfare: Quando la Legge Diventa Guerra

A proposito di criminalizzazione, c’è questo termine inglese, lawfare, che combina “law” e “warfare”. Praticamente l’uso della legge come arma di guerra politica.
In Sud America lo conoscono bene: Lula incarcerato proprio quando era favorito alle elezioni (poi assolto, guarda caso), Cristina Kirchner in Argentina, Evo Morales in Bolivia. Come dice Noam Chomsky in La Fabbrica del Consenso (Il Saggiatore, Milano, 2008), non serve la violenza quando hai i tribunali.
Ma ecco la cosa interessante: in America Latina colpiscono i progressisti, in Europa i nazionalisti. Anzi, diciamo meglio: colpiscono sempre chi disturba l’establishment, indipendentemente dall’orientamento. È come se le élite avessero capito che la democrazia è troppo rischiosa. Preferiscono far decidere ai giudici chi può e non può governare.
La Treccani definisce il lawfare come “l’uso strategico del diritto per fini di delegittimazione politica” – bingo! Proprio quello che sta succedendo. E se vai sul sito dell’Accademia della Crusca, trovi che in italiano lo traduciamo “guerra giuridica”: un ossimoro perfetto per i nostri tempi.

La CEDU: Ultimo Baluardo o Complice Silenzioso?

Però, dirai tu, c’è la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che dovrebbe proteggerci da queste derive. Sì, in teoria. Hanno condannato la Turchia per Demirtaş, l’Azerbaigian per Mammadov, la Russia per Navalny.
Ma aspetta: noti qualcosa? Intervengono sempre contro paesi “cattivi” come Turchia e Russia, mai contro Francia o Germania. Coincidenza? Io ho i miei dubbi.
Come scriveva Carl Schmitt in Il Custode della Costituzione (Giuffrè, Milano, 1981) – sì, lo so, è controverso, ma aveva ragione su questo – chi decide sullo stato di eccezione è il vero sovrano. E oggi chi decide chi può fare politica e chi no? I magistrati. Ecco il nuovo sovrano.

Conclusione

Insomma, se Montesquieu temeva la concentrazione del potere, oggi dovrebbe temere la sua frammentazione. Quando tutti fanno tutto – i giudici fanno politica, i media fanno giustizia, i politici fanno spettacolo – chi tutela davvero la democrazia?
Forse è ora di ammettere che il problema non è il populismo, ma una giustizia che si è trasformata nel gendarme dell’ortodossia politica.

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