Allora, questo Professor Tony Pollard dell’Università di Glasgow è praticamente l’Indiana Jones dei campi di battaglia, ecco. Non so esattamente quando è nato, ma dal curriculum si capisce che è uno che di battaglie storiche ne ha viste parecchie – ovviamente scavate, non combattute eh!
La cosa che mi ha colpito di più di questo qua è che è specializzato in “battlefield archaeology”, che tradotto significa che va in giro per l’Europa a scavare dove si sono ammazzati i soldati secoli fa. Tipo, immaginate il suo lavoro: “Oggi vado a cercare ossa a Gettysburg, domani a Culloden”. Non proprio un lavoro normale, diciamo.
Ha scritto un sacco di libri e articoli su battaglie famose, e pare che sia uno dei massimi esperti mondiali di archeologia militare. La cosa interessante è che non si limita a scavare e basta: studia anche come i campi di battaglia vengono sfruttati dopo, tipo per il turismo o per altri scopi commerciali. E qui casca a fagiolo la storia di Waterloo!
Secondo me è uno di quelli che ha sempre sognato di fare l’archeologo da bambino, magari guardando i film di Indiana Jones, e poi è riuscito davvero a farlo. Solo che invece di cercare tesori cerca pallottole e ossa di soldati. A me sembra un tipo in gamba, soprattutto perché questa ricerca su Waterloo è stata rigorosa ma anche scritta in modo comprensibile per tutti.
L’Università di Glasgow è famosa per gli studi storici, quindi si trova nel posto giusto. E poi, devo dire, avere il coraggio di pubblicare una ricerca che dice “i morti di Waterloo li hanno trasformati in zucchero” ci vuole una bella faccia tosta accademica!

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