“Religioni del mondo e etica universale” di Hans Küng (2022)
Ma sto libro qui… oddio, devo essere onesto, nell’articolo c’è un po’ di confusione sulle date e i titoli, ma l’idea di fondo è chiara. Hans Küng, che come ti ho detto prima era un rompiscatole di prima categoria, ha passato gli ultimi decenni della sua vita a cercare di capire come le diverse religioni del mondo potessero trovare un terreno comune.
Praticamente l’idea è questa: se vogliamo che l’umanità non si autodistrugga, dobbiamo trovare dei valori etici condivisi. E chi meglio delle religioni può fornire questa base? Sembra una cosa ovvia detta così, ma quanto è difficile da realizzare!
Il libro – o comunque i libri di Küng su questo tema – parte da una premessa che a me sembra geniale: non si tratta di creare una super-religione mondiale, ma di trovare quei principi etici che stanno alla base di tutte le tradizioni religiose. Tipo “non ammazzare”, “non rubare”, “aiuta il prossimo”… insomma, le cose che tua nonna ti insegnava da piccolo.
Quello che mi ha sempre colpito di Küng è che non era un ingenuo. Sapeva benissimo che le religioni si sono fatte la guerra per secoli, ma sosteneva che proprio per questo dovevamo trovare un modo per dialogare. E oggi, con tutti i casino che succedono nel mondo, beh, mi sembra ancora più attuale.
Anzi, ripensandoci, forse è proprio questo il punto dell’articolo che stiamo analizzando: la tecnologia può essere uno strumento per facilitare questo dialogo, ma può anche complicarlo ulteriormente. Boh, non so voi, ma secondo me Küng aveva ragione quando diceva che senza un’etica condivisa siamo fottuti. Geniale, davvero.

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