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Praticamente questa è la giornalista-attivista canadese che ha rotto le scatole a tutti i potenti del mondo, e meno male! Nata nel 1970, figlia di intellettuali di sinistra, ha sempre avuto la politica nel sangue. La cosa che mi piace di lei è che non si limita a fare la teorica – va sul campo, indaga, documenta. ‘Shock Economy’, scritto nel 2007, è il libro che l’ha resa famosa: praticamente spiega come il capitalismo sfrenato approfitta delle crisi per fare quello che vuole. Ti racconto una cosa interessante: Naomi ha iniziato occupandosi di globalizzazione negli anni ’90, quando ancora non se ne parlava molto. Era una di quelle che manifestava contro il WTO quando tutti pensavano fosse roba da pazzi. Ha sempre avuto questo approccio molto concreto – invece di fare filosofia pura, analizza casi specifici. Cile di Pinochet, Russia post-sovietica, Iraq dopo l’invasione… insomma, ovunque ci fosse da applicare le “terapie shock” neoliberiste, lei c’era a raccontare i disastri. Le critiche? Alcuni economisti la accusano di essere troppo ideologica, ma sinceramente le sue previsioni si sono spesso rivelate azzeccate. Secondo me è una di quelle persone che ha il coraggio di dire quello che pensano tutti ma nessuno vuole ammettere pubblicamente.

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