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Il prigioniero del Cielo’ di Carlos Ruiz Zafón (2011)
Oddio che capolavoro questo libro! Zafón era praticamente il mago del romanzo gotico moderno, e in questo terzo volume della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati ha proprio dato il meglio di sé. Ti racconto una cosa: quando è uscito nel 2011 l’ho divorato in due giorni, e ancora adesso rileggo alcuni passaggi perché sono scritti troppo bene.
La storia si svolge nella Barcellona del 1957, e Zafón riesce a creare questa atmosfera sospesa tra mistero e malinconia che ti prende dalla prima pagina. Il protagonista Fermín Romero de Torres – che personaggio fantastico! – racconta la sua storia nel carcere franchista, alcune scene ti spezzano il cuore.
Quello che mi ha sempre colpito di Zafón è come riesca a mescolare realtà storica e fantasia in modo perfetto. La guerra civile spagnola, la repressione franchista, ma anche storie d’amore, libri maledetti, segreti di famiglia… è come se prendesse la storia vera e ci aggiungesse sopra uno strato di magia nera. Un po’ come fa Hugo con Waterloo, ma in salsa catalana.
Il Cimitero dei Libri Dimenticati è praticamente il protagonista nascosto di tutti i suoi romanzi, e in questo libro si capisce finalmente come funziona questo posto misterioso. L’idea che esistano biblioteche segrete dove vanno a finire i libri che nessuno legge più… boh, a me fa venire i brividi solo a pensarci.
E poi Zafón scriveva con uno stile che era pura poesia. Tipo, anche quando descriveva una strada di Barcellona ti sembrava di leggere una sinfonia. È morto nel 2020 di cancro, troppo giovane, e la letteratura ci ha perso uno dei migliori narratori contemporanei. Questo libro rimarrà per sempre uno dei miei preferiti!

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