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Guarda, questo è stato il compagno di avventure filosofiche di Deleuze, ma anche molto di più. Nato nel 1930, famiglia operaia, ha fatto un percorso completamente diverso dal suo coautore. La cosa che mi ha sempre colpito è che Guattari era uno psicoanalista praticante – lavorava in una clinica psichiatrica alternativa. Praticamente univa teoria e pratica in un modo che pochi riescono a fare. Ha conosciuto Deleuze negli anni ’60 e insieme hanno scritto alcuni dei libri più rivoluzionari del secolo. Ti racconto una cosa interessante: Guattari era molto più politicizzato di Deleuze, era attivo nei movimenti del ’68, frequentava gli autonomi italiani. Aveva questa idea che la psicanalisi dovesse occuparsi non solo dell’individuo, ma dell’intera società. Con Deleuze hanno inventato concetti come “macchina desiderante” e “corpo senza organi” – roba che sembra fantascienza ma in realtà descrive benissimo il capitalismo contemporaneo. Le critiche? Alcuni psicanalisti “ortodossi” lo vedevano come un eretico, altri filosofi lo accusavano di confondere i piani. Ma secondo me Guattari ha avuto il merito di sporcarsi le mani con la realtà, non è rimasto nella torre d’avorio. È morto nel 1992, ma le sue intuizioni su media, tecnologia e soggettività sono ancora attualissime.

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