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Questo è stato un gigante del pensiero critico, anche se in Italia non è conosciuto come dovrebbe. Nato nel 1935 a Gerusalemme, famiglia cristiana palestinese benestante, ha vissuto tutta la tragedia del conflitto medio-orientale. La cosa che mi colpisce di più è come sia riuscito a trasformare la sua esperienza personale in strumenti di analisi universali. Ha studiato letteratura a Princeton e Harvard, ed è diventato professore alla Columbia – un percorso accademico impeccabile. ‘Orientalismo’, scritto nel 1978, è il libro che ha cambiato tutto: praticamente ha spiegato come l’Occidente si inventa l’Oriente per dominarlo meglio. Ti racconto una curiosità: Said era anche un ottimo pianista, amava la musica classica e scriveva di cultura oltre che di politica. Ha sempre combattuto su due fronti – contro l’occupazione israeliana della Palestina, ma anche contro gli estremismi arabi. Le controversie non sono mancate: in America lo accusavano di essere anti-israeliano, nel mondo arabo lo vedevano come troppo occidentalizzato. Ma secondo me questa è stata la sua forza – riusciva a vedere le cose da una prospettiva unica, né completamente occidentale né completamente orientale. È morto nel 2003, ma le sue analisi sono ancora attualissime.

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