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Beh, questo qui è decisamente il personaggio più controverso della lista. Nato nel 1888, è stato uno dei giuristi e filosofi politici più influenti del Novecento, ma anche uno dei più problematici. Ha aderito al nazismo nel 1933 e per questo la sua reputazione è rimasta macchiata per sempre.
Però, e qui viene il bello, le sue idee sul diritto e la politica sono state incredibilmente influenti anche dopo la guerra. La sua definizione del sovrano come “colui che decide sullo stato di eccezione” è diventata famosa e viene ancora citata oggi. Praticamente sosteneva che il vero potere non sta nelle leggi scritte ma in chi decide quando sospenderle.
La cosa paradossale è che molti pensatori di sinistra come Walter Benjamin e Giorgio Agamben hanno usato le sue teorie per criticare il potere. È come se avesse fornito gli strumenti per capire i meccanismi autoritari del potere moderno. Il suo concetto di “stato di eccezione” oggi viene usato per analizzare tutto, dalle misure anti-terrorismo alla pandemia. Insomma, è stato un nazista ma le sue intuizioni sul funzionamento del potere erano geniali. Un personaggio scomodo che però non si può ignorare se si vuole capire la politica contemporanea.

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