0 Condivisioni

Madonna, questo sardo è stato probabilmente il più grande pensatore marxista italiano, anche se è morto troppo presto. Nato nel 1891 ad Ales, famiglia piccolo-borghese, ha dovuto lottare contro la povertà e anche contro problemi fisici – era gobbo e malaticcio. La cosa che mi colpisce di più è come sia riuscito a trasformare le sue sofferenze in strumenti di analisi politica. Ha studiato a Torino, si è laureato in lettere, ma soprattutto si è buttato nella politica – prima socialista, poi comunista. Ha fondato l’Ordine Nuovo con Togliatti e altri, ed è stato uno dei leader del PCI. Ti racconto la parte più tragica: arrestato dai fascisti nel 1926, ha passato gli ultimi anni in carcere scrivendo i famosi Quaderni. Il pubblico ministero aveva detto “dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare per vent’anni” – e invece proprio in carcere ha prodotto le sue opere migliori. L’idea di “egemonia culturale” è geniale – praticamente ha spiegato che il potere non si basa solo sulla forza, ma sulla capacità di convincere. Le critiche? Dopo la guerra i comunisti “ortodossi” lo trovavano troppo intellettuale, troppo poco marxista-leninista. Ma secondo me Gramsci ha anticipato molte cose della società contemporanea – i media, la cultura di massa, il populismo.

0 Condivisioni
#

Comments are closed