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La Fabbrica del Consenso’ di Noam Chomsky (2008) Beh, questo libro ti apre gli occhi su come funziona davvero l’informazione nelle democrazie occidentali. Chomsky e Herman non parlano di complotti ma di meccanismi strutturali che portano i media a servire il potere anche quando pensano di essere indipendenti.
Il modello dei “cinque filtri” è geniale: proprietà dei media, pubblicità, fonti ufficiali, controllo ideologico. Spiegano come questi meccanismi selezionino automaticamente le notizie che arrivano al pubblico. Non serve censura diretta quando il sistema si autocensura.
La parte sui casi studio è impressionante – confrontano come i media occidentali hanno trattato le atrocità in Cambogia (nemici) versus quelle in Timor Est (alleati). La differenza di copertura è imbarazzante per chi crede nell’oggettività giornalistica.
Certo, a volte Chomsky esagera con la teoria del complotto e sottovaluta la pluralità dei media. E il libro è un po’ datato rispetto all’era digitale. Ma l’intuizione di base resta valida: i media non riflettono la realtà, la costruiscono secondo logiche di potere. Ogni volta che vediamo una campagna mediatica unanime – dalle armi di distruzione di massa in Iraq al Covid – dovremmo ricordarci di questo libro.

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