Minimalismo Musicale Il minimalismo musicale di cui Ludovico Einaudi è esponente si sviluppa negli anni ’60-’70 principalmente negli Stati Uniti con Glass, Reich, Adams. I principi filosofici fondamentali si basano sulla ripetizione di pattern melodici semplici, l’evoluzione graduale delle strutture musicali e il rifiuto della complessità come valore artistico. Gli esponenti principali includono Philip Glass con “Music in Twelve Parts”, Steve Reich con “Music for 18 Musicians”, e in Italia appunto Einaudi con composizioni come “Nuvole Bianche” e “Una Mattina”. L’influenza si estende dalla musica contemporanea alle colonne sonore cinematografiche fino alla new age commerciale. Secondo me Einaudi ha preso questa corrente americana e l’ha resa più melodica e italiana, meno cerebrale e più emotiva.

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