Barbara Tuchman Praticamente era una storica americana nata nel 1912, morta nel 1989, e cavolo se sapeva scrivere! Non era una storica accademica tradizionale – non aveva neanche il dottorato, figurati – ma scriveva libri di storia che vendevano come romanzi. La cosa interessante è che veniva da una famiglia ricca e influente (i nonni erano banchieri) ma lei ha scelto di fare la giornalista e poi la scrittrice. “I cannoni d’agosto” sulla Prima Guerra Mondiale le ha fatto vincere il Premio Pulitzer, e “Uno specchio lontano” sul Trecento è un capolavoro assoluto. Ti racconto una cosa: quando leggi i suoi libri sembra di guardare un film, perché riesce a farti entrare nell’epoca di cui parla. Il suo trucco era studiare come una pazza tutti i documenti originali e poi raccontare tutto con uno stile narrativo pazzesco. Però alcuni storici accademici la criticavano perché secondo loro semplificava troppo… boh, secondo me erano solo invidiosi perché lei vendeva milioni di copie e loro manco li cagava nessuno! L’unica cosa che mi dispiace è che essendo americana a volte aveva una visione un po’ troppo western-centrica della storia. Ma come scrittrice era fenomenale, decisamente una che ha fatto amare la storia a un sacco di gente normale.

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