John Searle Guarda, questo qui è praticamente uno dei filosofi più influenti del Novecento quando si parla di mente e linguaggio. Nato nel 1932 a Denver, praticamente ha passato la vita a Berkeley dove è diventato professor emerito. La cosa interessante è che Searle non viene da una famiglia di intellettuali – suo padre era un avvocato e sua madre casalinga – ma lui si è appassionato alla filosofia studiando a Oxford negli anni ’50. Ti racconto una cosa: il suo esperimento mentale della “Stanza Cinese” del 1980 è diventato famoso perché smonta l’idea che i computer possano davvero “capire” qualcosa. Praticamente dice: immagina una persona in una stanza che segue regole per rispondere in cinese senza sapere il cinese – ecco, questo è quello che fanno i computer. Una figata come ragionamento! Ha scritto un casino di libri, tipo “Speech Acts” e “The Construction of Social Reality”, roba che ha influenzato linguistica, psicologia, informatica. Secondo me era un genio perché riusciva a prendere problemi super complessi e spiegarli in modo che anche uno normale potesse capire. A me ha sempre colpito che fosse anche un attivista – negli anni ’60 protestava contro la guerra in Vietnam. Che personaggio! Alcune sue posizioni sulla coscienza sono controverse, ma cristo, quando leggi i suoi argomenti sulla mente difficile non essere d’accordo.

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