“L’età secolare” di Charles Taylor (2007)
Boh, non so voi ma quando ho visto questo libro – quasi mille pagine! – ho pensato: “Ma chi me lo fa fare?” Poi però ho iniziato a leggerlo e non sono più riuscito a smettere. Taylor praticamente si pone la domanda fondamentale: come mai l’Occidente è diventato così poco religioso?
La risposta che dà è molto più complicata di quello che pensavo. Non è che la scienza ha “sconfitto” la religione, come dicono certi atei militanti. E non è neanche che la gente è diventata più cattiva, come dicono certi religiosi. È che è cambiato tutto il “quadro” in cui viviamo. Prima credere in Dio era quasi obbligatorio – non nel senso che ti obbligavano, ma perché non c’erano alternative credibili.
Oggi invece devi scegliere di credere. E questa scelta è faticosa! È come la differenza tra il matrimonio combinato e quello per amore – il secondo può essere più bello, ma è anche più complicato. Taylor spiega che viviamo in quello che lui chiama “nova effect” – una esplosione di possibilità che da una parte è liberante, dall’altra è spiazzante.
La cosa che mi ha colpito di più è che Taylor è credente (cattolico praticante) ma non fa mai il tifo per la sua squadra. Cerca sempre di capire anche le ragioni di chi la pensa diversamente. Questa onestà intellettuale secondo me è il segreto del successo del libro. Non cerca di convincerti, cerca di farti capire. E alla fine capisci davvero qualcosa in più su come funziona il mondo moderno.

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