Modernità liquida” di Zygmunt Bauman (2000)
Ma sto libro qui… oddio, quando l’ho letto la prima volta mi è esploso il cervello! Bauman praticamente ha inventato una metafora perfetta per spiegare cosa diavolo sta succedendo al mondo moderno. Dice che se prima la società era “solida” – con istituzioni fisse, tradizioni granitiche, certezze che duravano generazioni – oggi tutto è diventato “liquido”. Si scioglie, cambia forma, non riesci mai a tenerlo in mano.
La cosa geniale è che non fa il nostalgico che rimpiange i bei tempi andati. Anzi, spiega che questa liquidità ha anche i suoi vantaggi – più libertà, più possibilità di scelta, meno oppressione. Il problema è che insieme alle catene abbiamo buttato via anche i punti di riferimento. È come quando togli le rotaie a un treno: sì, può andare dove vuole, ma poi si perde!
Bauman scrive in un modo che ti prende subito. Non fa il professore con paroloni difficili, ma usa esempi che capisci al volo. Tipo quando parla dell’amore ai tempi di Internet – prima dovevi corteggiare, conquistare, impegnarti. Oggi c’è Tinder: swipe a destra se ti piace, a sinistra se non ti piace. Tutto liquido, tutto veloce, tutto sostituibile.
Secondo me questo libro spiega perfettamente anche la crisi della Chiesa di cui parla l’articolo. La religione tradizionale era “solida” – riti fissi, dogmi immutabili, comunità stabili. La spiritualità moderna è “liquida” – ognuno se la fa come vuole, cambia quando non gli va più bene, la mescola con altre cose. Non dico che sia sbagliato, ma è diverso. E forse qualcosa si perde per strada, no?

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