0 Condivisioni

Zygmunt Bauman (1925-2017)
Ma guarda, questo Bauman qui è stato proprio un personaggio! Praticamente era un sociologo polacco che ha fatto carriera in giro per l’Europa, ma la cosa interessante è che ha vissuto sulla propria pelle tutti i drammi del Novecento. Ti racconto una cosa: era ebreo, è scappato dai nazisti, poi ha fatto il comunista convinto in Polonia, e alla fine è finito in Inghilterra a fare il professore a Leeds. Che vita, eh?
La cosa che mi ha sempre colpito di lui è che non si è mai fermato alle certezze. Anzi, ha passato tutta la vita a smontare le certezze degli altri! Il suo concetto di “modernità liquida” è geniale: praticamente dice che oggi tutto si scioglie, tutto cambia continuamente, non ci sono più punti fermi. Un po’ come quando da piccolo facevi i castelli di sabbia e arrivava l’onda… ecco, secondo lui la nostra società è così.
Se non ricordo male, ha scritto una montagna di libri – tipo più di cinquanta! E la cosa incredibile è che li ha scritti quasi tutti dopo i settant’anni. Che energia! I suoi temi preferiti erano la globalizzazione, l’individualismo moderno, l’amore ai tempi di Internet… roba che oggi sentiamo tutti i giorni al telegiornale.
Non sono sicurissimo ma mi pare che abbia anche avuto qualche polemica con altri sociologi perché era troppo pessimista. Boh, a me non è mai sembrato pessimista, solo realista. Diceva le cose come stavano, senza zucchero. Tipo quando parlava di come oggi gli amori finiscono con un click, o di come i lavori non durano più una vita… Quanto aveva ragione! Una figata di personaggio, davvero.

0 Condivisioni
#

Comments are closed