Emmanuel Macron
Ma sto Macron qui è proprio un caso particolare! Nato nel 1977 ad Amiens, questo ragazzo ha avuto una vita che sembra scritta per Netflix. Praticamente, da adolescente s’innamora della sua prof di teatro che aveva 24 anni più di lui – Brigitte, che poi sposerà. Cioè, roba da matti, la famiglia lo manda a studiare a Parigi per allontanarlo da lei, ma niente, l’amore vince sempre!
Comunque, il tipo è un cervellone: École Nationale d’Administration (la scuola dove vanno tutti i futuri presidenti francesi), poi banchiere da Rothschild dove guadagnava una cifra assurda. Ma la cosa che mi fa impazzire è come è diventato presidente: praticamente dal nulla! Nel 2016 crea il suo movimento “En Marche!” (gioco di parole con le sue iniziali), e un anno dopo – boom! – è presidente.
Se non ricordo male, è stato il più giovane presidente francese di sempre, eletto a 39 anni. Un po’ come quando Renzi diventò premier da noi, solo che Macron ce l’ha fatta davvero a vincere le elezioni. Il suo trucco? Presentarsi come né di destra né di sinistra, il “nuovo” che supera le vecchie divisioni. Geniale o paraculo? Dipende da chi lo chiede.
A me ha sempre dato l’impressione di essere un po’ troppo sicuro di sé, tipo quando ha detto quella cosa sui francesi che “attraversano la strada e trovano lavoro”. O quando si fa fotografare a torso nudo come Putin (ok, forse esagero). Però obiettivamente ha tenuto duro contro i gilet gialli, il COVID, e ora sta gestendo la guerra in Ucraina.
Criticato da tutti – troppo liberale per la sinistra, troppo centrista per la destra, troppo francese per l’Europa e troppo europeo per i francesi. Eppure eccolo ancora lì. Che ne pensi, è bravo o solo fortunato?

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