Guarda, questo libro è una botta allo stomaco, te lo dico subito. Praticamente la Arendt ha scritto quello che è considerato IL testo per capire nazismo e stalinismo, ma non è una lettura facile – sono più di 600 pagine dense di analisi. La cosa geniale è che non si limita a raccontare la storia, ma cerca di capire i meccanismi profondi che hanno reso possibili queste aberrazioni. Parte dall’antisemitismo dell’Ottocento, passa per l’imperialismo, e arriva al totalitarismo vero e proprio. L’intuizione più forte è che il totalitarismo è qualcosa di completamente nuovo nella storia – non è una dittatura normale, è un sistema che vuole controllare non solo i comportamenti ma anche i pensieri. Ti racconto una cosa: quando è uscito negli anni ’50 ha fatto scandalo perché metteva sullo stesso piano Hitler e Stalin – roba impensabile per molti intellettuali di sinistra dell’epoca. Ha analizzato come questi regimi usino la propaganda, come isolino le persone, come distruggano i legami sociali. L’impatto culturale è stato enorme – praticamente tutti gli studiosi di politica dopo di lei hanno dovuto fare i conti con le sue teorie. Secondo me oggi è ancora più attuale di quando è stato scritto, perché vediamo meccanismi simili in molte parti del mondo. L’unico difetto è che a volte è troppo teorica, ma vabbè, era una filosofa tedesca…
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